EL GAUCHO

E ci risiamo. Per l’ ennesima volta la diabolica copia Francesco & Carola ci riprova a piazzarmi a qualche loro amica. Complici dell’ ennesimo attentato al mio sereno “Status di zitello”, un’ altra copia di faine, Andrea & Barbara, degni discepoli del guru, Marta Flavi.

Luogo dell’ imboscata, il conosciuto El Gaucho noto (notissimo) ristorante argentino a pochi passi da quello che è rimasto del nostro fiume nostrano, il Naviglio.

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Entriamo e ci accompagnano al unico tavolo ancora libero. Sono le nove e il ristorante è imballato, anche troppo. La saletta dietro è stata apparecchiata in ogni suo centimetro. Appena ti siedi sembra tutto a posto, dopo qualche minuto, ti manca quasi l’ aria. Sembriamo tutti delle sardine pronte per essere messe sotto sale. Siamo in sei ma uno che non ci conosce , vedendo la distanza tra un tavolo e l’ altro, penserebbe ad una grande tavolata di amici che festeggiano un compleanno.

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Ordiniamo da mangiare. Il Francesco sceglie (come sempre) il vino, io (come sempre) l’ acqua naturale “fredda”. Siamo di buona forchetta ma dai gusti semplici: prendiamo 5 filetti ed un controfiletto (forse la scelta migliore), qualche patata al cartoccio, una patata fritta “tipo patatina San Carlo” ed un paio di salsine per accompagnare le carni. Caffè per tutti e via. La cena in pochissimo tempo viene velocemente archiviata, neanche fossimo in pausa pranzo!!!

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PROMOSSA: La carne è buona, conferma quanto avevo sentito in giro. Promossa anche la cucina, veloce e pulita.

RIMANDATO: Nonostante il vostro Direttore di sala meriti la laurea ad honorem in architettura (ma forse ce l’ ha già) e nonostante io sia un ex ristoratore e quindi capisca, più di chiunque altro, l’ importanza del numero dei coperti (specialmente in un periodo difficile come questo) forse chi cena da voi meriterebbe un pò più di privacy. E poi (consiglio), pensate al caldo. Con la saletta piena e la brace in over booking era impossibile stare specialmente dopo un bicchiere di vino. Abbiamo chiesto se era possibile fare qualcosa ma il cameriere se n’ é lavato le mani invitandoci a parlare con la persona che stava dietro al bancone dell’ altra sala.

BOCCIATO: Come dico sempre la qualità si paga ma visto che il filetto non lo regalate (euro 35,00), trovo ridicolo chiedere ulteriori 2 euro per due cucchiaini di salsetta d’ accompagnamento. Mi ricorda molto Mc Donald all’ inizio della sua carriera italiana quando, scoperto che noi italiani facevamo scorta di salsine per casa, chiedeva un “ovulo” a parte (mi pare 50 lire) per le micro porzioni di maio o ketchup.

Con questo non dico di non andarci. La carne è buona ma ricordatevi di ricaricare la carte di credito, di lasciate a casa discorsi troppo privati e portatevi un cambio se dovete proseguire la serata altrove. Forse dovrei tornarci per capire se era la serata sbagliata (la mia o la loro?) ma sarà difficile. Questo non è il tempo di spendere 60 euro per un filettino alla brace, una patata (una), un bicchiere di vino rosso, dell’ acqua naturale fredda ed un caffè macchiato con latte freddo. Ah, dimenticavo: per diritto di cronaca, nonostante il fascino e la simpatia della mia accompagnatrice, sono ancora zitello.

Buon appetito.

IL Direttore

P.S.- Le foto che ho pubblicato, le ho prese dalla pagina di fb del locale. Grazie perché le mie, come sempre, sono vergognose.

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