MAMMA MAFALDA

Nel mio personale calendario le due voci a cui do maggiore attenzione sono i 365 pranzi e le 365 cene. Mentre i primi fanno parte di un’ organizzazione, più che altro, giornaliera, l’ organizzazione delle mie cene dipende molto dagli impegni di lavoro che ho sia con il catering che con il blog. C’è solo una sera dove, cascasse il mondo, non ci sono per niente e nessuno. Mi spiace ma la vigilia di Natale sono a cena dalla Sig.ra Mafalda.

Da un pò di anni, infatti,  il 24 dicembre intorno alle otto circa (dopo l’ ennesima telefonata di Alessandro che mi chiede a che ora arrivo perché le ostriche non si aprono da sole), metto le gambe sotto il tavolo e non le tiro fuori se non alla fine. Si cena a base di pesce. Si inizia con un gran misto di antipasti crudi e cotti, si continua con una pasta (assolutamente lunga) al sapore di mare e si conclude con gran buon pesce al forno. In mezzo, chili di pane per mangiare la super libidinosa maionese della cuoca. Vino a fiumi ed amaro alla fine per la foto di rito di Luca (cose sue di lavoro, dice).

La compagnia è unica (anche quando c’è Miscio) e quindi non rinuncerei mai a questo appuntamento per niente al mondo. Anche papà lo sapeva tant’è che il giorno dopo mi chiedeva sempre com’ era andata  e cosa avevo mangiato a casa della mia (ormai) seconda famiglia.

Grazie Mafalda

Buon appetito

IL Direttore

 

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