POVERA FESTA

Un giro di mail ed eccoci pronti per un nuovo evento. La location è una della più affascinanti (Mercedes Benz Centre) e il prodotto (come avrai capito) è una macchina, la nuova GLA.

Conosco alcune persone che fanno parte dell’ organizzazione. Il successo è assicurato. Li conosco da anni ed i loro eventi sono, in assoluto, tra i migliori. Sono seguiti da migliaia di persone. Nelle loro mail list c’è il meglio della Milano da bere e  (ora) da “mangiare”.

Finisco di riordinare le mie quattro carte e lascio l’ ufficio. Ho un appuntamento con Renata. Lavora per una grossa azienda di prodotti alimentari di altissimo livello. Ci sarà occasione per parlare di loro. Lo farò sicuramente a fine aprile in occasione dell’ apertura del loro nuovo ristorante, il Pier 52 in via Pier della Francesca.

Torniamo al mio evento super figo. Finito l’ appuntamento con Renata, corro ad una riunione. Nonostante la voglia di lasciare il passato alle spalle questo, ogni tanto, ritorna. Fortunatamente questa volta l’ incontro dura poco. E’ ancora presto così decido, finalmente, di andare a questo benedetto evento.

ingresso 2

Nonostante sia fuori Milano, raggiungere la location è sempre veloce. Parcheggio lo scooter ed entro non prima di aver salutato il grande Vito sempre presente alla porta dei migliori eventi mondani della città. Anni fa abbiamo lavorato insieme per un lungo periodo. In assoluto uno dei migliori “Door selector” con cui abbia avuto a che fare.

Faccio un giro e trovo alcuni amici anche loro arrivati da poco. Vedo delle persone con del cibo in mano. Leggono il mio pensiero e senza proferir parola mi indicano, alzando l’ unico dito libero dal piatto, il centro della sala. Dietro ad un muro di persone c’è un bancone quadrato. Le cibarie sono lì.

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Il cibo scarseggia. Non so se perché è già tardi (non credo) oppure perché “qualcuno” ha tirato i remi in barca ma quello che riesco a mangiare sono una mezza dozzina di fettine di prosciutto crudo (tassativamente senza pane – sono a dieta) ed una manciata di foglie di insalata (scondita non per questioni di “peso” ma più semplicemente perché non c’erano posate per il condimento). Mi allontano non prima (però) di essere riuscito a recuperare (mendicando) un pezzetto di formaggio grana che un cameriere di nome Clark Kent stava portando via alla velocità della luce.

Finisco il mio spuntino e chiedo ai camerieri il nome del catering. Li conosco, niente da dire. Fanno quello che gli viene ordinato.

Ritrovo altri amici. Sono tutti nervosamente affamati. E’ l’ ora di cena ma sui tavoli, ormai, non c’è più niente. Qualcuno ha già gli occhi rossi di rabbia ed è (leggermente) infastidito.

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Sul palco suona un gruppo capitanato da un grande della musica italiana, Giuliano Palma. Il suo sound è inconfondibile e travolgente. Qualcuno, in prima fila, accenna qualche passo di danza. Sul palco, non me ne ero accorto, c’è anche un altro grande musicista, il mitico Saturnino.

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Io giro, io continuo a girare e trovo altri amici che non vedevo chi da tempo e chi dal ultimo evento. Ci si bacia tutti, ci si abbraccia tutti e ci si saluta tutti con il solito: “ci vediamo, fai il bravo“.

Nel frattempo il buon Palma arriva all’ ultima canzone della sua scaletta. E’, finalmente, arrivato il momento tanto atteso della serata. E’ arrivato il momento che dovrebbe giustificare tutta la fatica e l’ impegno (economico) che ci sono voluti per organizzare tutto questo. E’ il momento della macchina, è il momento della nuova Mercedes GLA.

gente macchina sposa

Si alza la musica (latitante già da troppo tempo) e da un tunnel sbucano (visibili solo per chi sta davanti) due fiammanti GLA mentre dalla scala laterale scende di corsa, scimmiottando quella dello spot televisivo, una giovane vestita da sposa.

Le macchine non si vedono se non quando, grazie alla telecamera montata sul lungo braccio “Jimmy”, le vedi sul mega schermo montato sul palco.

Nel frattempo arriva altra gente che si precipita verso il bar. E’ il momento peggiore. Non c’è più cibo, neanche l’ odore, e non si può bere (se non in un angolino dove un solerte signore cerca, da solo, di servire la lunga fila di ospiti assetati). Stanno montando le linee per il dopo cena, ma ci vuole ancora tempo.

banco in sala

La musica continua a mancare fino a quando, in collegamento da Roma, inizia a cantare un’ altra grandissima artista, una delle migliori, Giorgia.

Nonostante la sua bravura l’ evento non decolla. C’ è chi bighellona ancora in cerca di briciole di cibo, chi vorrebbe bere qualcosa ma il cocktail bar è ancora chiuso. C’ è chi è uscito a fumare talmente tante volte che ha finito le sigarette.

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Tutto continua ormai nella quasi assoluta indifferenza fino a quando anche la brava Giorgia si deve fermare per permette ad un medico di soccorrere una signora svenuta tra il pubblico di Roma.

Per fortuna niente di grave ma invece che evitare che anche il pubblico di Milano seguisse in diretta la disavventura di questa sfortunata qualcuno, oltre a dimenticarsi di staccare il collegamento audio da Roma si dimentica, anche, di mettere della musica di sottofondo.

Ci sono interminabili momenti di silenzio, quasi da fine evento, tant’è che in molti si dirigono verso l’ uscita convinti (forse) che tutto fosse finito, nel peggiore dei modi, ma finito.

sala laterale

A questo punto decido di “copiare” i primi fuggitivi non prima di fare un ultimo giro di saluti. Incontro altri amici, compreso Il Losio con il quale scambio quattro chiacchiere prima di essere interrotto dalla solita fiumana di gente che quando lo vede, non lo molla più.

Mi allontano non prima di abbracciare il buon Mario con il quale ho condiviso “le gioie e i dolori” di questo evento e mi rimetto in sella al mio scooter. Dieci minuti e sono a casa dove posso godermi, finalmente, un pò di rilassante tv commerciale e, magari, un pò di abbondante (dietetico) cibo.

Conclusione: l’ evento, nel complesso, è bocciato. Troppe pause senza musica. Troppi spazi vuoti. Una regia (se è colpa della regia) poco reattiva. Troppi “buchi” che hanno trasformato quello che poteva essere un gran evento in un eventino noioso e senza “spina dorsale”. Promossi, invece, l’ artistico, le pubbliche relazioni, la macchina e la location.

C’è da dire una cosa che non molti sanno. Non sempre la colpa è di chi organizza o di chi gestisce l’ evento. In questo caso io non so chi non ha abbia fatto bene il suo lavoro. Sta di fatto, però, che quello che poteva essere un gran evento (da raccontare, il giorno dopo, magari tirandosela un pò) sarà ben presto dimenticato.

Buon appetito

IL Direttore

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